Una Moglie Adatta a Tutto (parte prima) - Foggia Trasgressiva

Una Moglie Adatta a Tutto (parte prima) - Foggia Trasgressiva

Premetto che questa è una storia vera che si è protratta negli anni I nomi sono stati cambiati e ho anche “arricchito” alcuni passaggi.

UNA MOGLIE ADATTA A TUTTO
L' avevo conosciuta un freddo sabato sera di Dicembre in uno dei locali" meno raffinati” della cittadina Inglese in cui stavo lavorando, il locale, un disco bar, era frequentato sopratutto da stranieri per lo più maschi che cercavano disperatamente di rimorchiare qualsiasi donna di qualsiasi razza o 'età senza andare troppo per il sottile, in generale le femmine presenti nel locale erano in genere non troppo giovani e piuttosto rozze e anche loro in cerca di divertimento, io e i miei 2 amici( stranieri anche noi in quel contesto) ormai" alticci" vista l' ora già tarda, bazzicavamo il locale alla ricerca di qualcosa di passabile, quando notammo questo gruppetto di signore sulla quarantina, piuttosto brille, per non dire già ben ubriache, puntai dritto alla milf più carina e con" la faccia da maiala", tra l' altro aveva anche un bel corpo... al primo approccio guadagnai un secco" vattene via!" così approcciai l'amica e attraverso quest'ultima ebbi accesso alla maiala precedente; riuscii a portarla via del gruppo, andammo al bar dove le pagai da bere, lei già ubriaca continuava a tracannare alcool senza sosta, mi disse che faceva l' insegnante al liceo locale, infatti molti
giovani del locale venivano a salutarla, dopo un po 'di tempo mi chiese se avessi una casa e quando le dissi di sì rispose " bene, andiamo, ho voglia di cazzo adesso".
Arrivati a casa mia la maiala mi prese per mano e mi portò di corsa in camera da letto, iniziò a spogliarsi poi si mise in ginocchio, mi abbassò i pantaloni e le mutande e iniziò a succhiarmi il cazzo rivelandosi subito abile professionista, dopo un po’ interruppi la sua performance di vera esperta e mentre finivo di spogliarla iniziai a mangiarle la figa, la riga era ben curata, rasata ed era già un lago d' umori, mentre la leccavo indossai un preservativo e subito dopo iniziai a penetrarla andammo avanti cambiando posizioni più volte, abbiamo continuato a scopare fino a quando finimmo I 3 preservativi disponibili, nonostante fossi nel pieno delle forze (avevo 36 anni all’epoca, la maiala ne aveva 41) la maiala mi aveva messo alla prova fisicamente, comunque, non ancora sazia, mi prese il cazzo in bocca e ricominciò a succhiare, una volta ben duro si mise a cavalcioni e si infilò il cazzo in figa senza preservativo dicendo che ne voleva ancora, io, dopo essere venuto 3 volte, avevo il cazzo quasi insensibile e le devastai la figa per un tempo che mi era sembrato infinito, quando feci godere la maiala un’altra volta mi sdraiai e assieme a lei mi addormentai, più tardi, quando mi svegliai, erano già le 10 di domenica mattina, la maiala stava ancora russando, con le gambe aperte e le sole auto reggenti, era proprio una bella donna, comunque mentre era ancora lì distesa in quelle condizioni le feci una foto, dopo un po’, quando si svegliò, visibilmente confusa, cercò di rivestirsi, i fumi dell’alcol erano svaniti comunque la maiala non trovava le mutande e mi chiese se potevo darle un paio delle mie, cosa che feci, una volta rivestita mi chiese se la potevo accompagnare a casa, le dissi che non c’era problema e partimmo, durante il tragitto ci scambiammo i numeri di telefono, non la portai subito a casa, la portai a casa dell’amica dove aveva lasciato l’auto, mi salutò ringraziandomi per il passaggio, quando la ringraziai per la serata arrossì e se ne andò.
Il giorno dopo le mandai un paio di messaggi chiedendole se potevo chiamarla, mi disse che ci saremmo sentiti in serata e che avrebbe chiamato lei, cosa che poi fece, venni a sapere che viveva da sola con I 2 figli di 10 e 8 anni che ogni 15 giorni passavano il week end dal padre, non usciva quando aveva I figli a casa però mi disse che se volevo, l’indomani dopo le 10 di sera, potevo passare a casa sua una volta che I figli erano a letto, accettai e la sera dopo mi presentai a casa sua.
La maiala mi fece entrare dalla porta sul retro e subito mi ficco la lingua in bocca, mi portò in salotto, chiuse le porte e si tolse la camicia, sotto era completamente nuda, era già calda e non aspettava altro, infatti si inginocchiò, mi abbassò pantaloni e mutande, se lo prese avidamente in bocca fino alle palle, mentre la scrofa succhiava finivo di spogliarmi, lei mi stava facendo un bidè completo leccandomi le palle e il buco del culo, la presi e la misi sul divano, lei mi disse “scopami senza preservativo, mi sei già venuto dentro una volta, ho preso la pillola così mi puoi riempire di sperma fin che vuoi”, detto fatto, inizia a pomparle il cazzo in figa e a morderle i capezzoli, dopo un po’ la voltai e mentre la montavo a pecorina le infilai 2 dita nel culo, lei sembrò gradire e inizio a gemere come una cagna in calore, godette come una vacca e mi innondò di umori, mi supplicò di venirle in bocca quindi presi il cazzo e comincia a scoparle la bocca, poco dopo la riempii di sperma, continuammo a scopare fino a notte inoltrata, solo quando svuotai completamente tutta la sperma che avevo dentro la sua vulva me ne andai, la sera seguente venne ad aprirmi la porta già nuda e mi chiese di insultarla e trattarla come una puttana da strada, non me lo feci ripetere due volte e iniziai a chiamarla “puttana”, “vacca”, “scrofa in calore” e via dicendo, quella sera letteralmente la usai per sfogare I miei istinti bestiali, a lei piacque molto e ripetemmo per altre serate fino a quando arrivò finalmente il week end in cui I figli andarono dal padre; la maiala arrivò in macchina a casa mia sabato verso mezzogiorno, la vidi scendere dall’auto, indossava un soprabito nero lungo fino alle ginocchia, portava calze nere e sandali aperti con un tacco da 8cm, entrò in casa e come sempre mi infilò lascivamente la lingua in bocca, aprì il soprabito sotto era nuda solo auto reggenti e sandali, le unghie dei piedi e delle mani erano dipinte di rosso, trucco pesante, sembrava veramente una puttana, mi guardò e mi disse “con me puoi fare tutto quello che vuoi, usami come ti pare e piace”, la guardai fisso negli occhi e sul mio volto si dipinse un'espressione diabolica che la turbò, non si immaginava cosa l’aspettava…
La misi schiena al muro con il soprabito aperto, era nuda con le sole auto reggenti nere, sandali aperti rossi con tacco 8 e le unghie di piedi e mani dipinte di rosso, cominciai a massaggiarle il clitoride, la figa era già un lago di umori, cominciò a supplicarmi di infilarle dentro le dita, allora mi avvicinai al suo orecchio e cominciai a dirle “ da adesso farò di te quello che voglio”, “inizia a chiamarmi Padrone perché da adesso sei la mia schiava, io ti dirò come ti devi vestire e sopratutto come ti devi comportare, tu devi soddisfarmi in tutti i modi che io ritengo appetibili, ma sopratutto devi essere sottomessa e ubbidiente”, la maiala ansimava forte e potevo percepire I suoi umori vaginali scendere lungo le gambe, le chiesi: “hai capito puttana?” lei ansimando rispose “siii…” allora mi spostai e le tirai un forte ceffone nel viso e le urlai “ti ho detto che devi chiamarmi padrone!”, mi avvicinai al suo orecchio e prendendola per I capelli le sussurrai “hai capito adesso lurida puttana?” allora la maiala, con lo sguardo abbassato e una lacrima che le scendeva dal viso a causa della sberla ricevuta rispose “sì padrone, la tua puttana sottomessa ubbidirà a tutti i tuoi voleri” le ordinai: “adesso, scrofa, vai in salotto e inginocchiati a terra a 90 gradi” lei andò nell’altra stanza, si tolse il soprabito e si mise a terra su 4 zampe, le portai una grossa banana e le dissi “adesso maiala, infilati la banana nella figa e inizia a masturbarti mentre ti faccio delle foto” lei prese la banana e dicendo “si padrone” se la infilò profondamente nella figa bollente, iniziai a fotografarla, “alza la testa mignotta e fammi vedere la faccia da troia che fai con la figa piena” la vacca alzò la testa mentre godeva con la banana in figa e iniziò a leccarsi le labbra, le feci un sevizio complete e quindi mi avvicinai al culone della cagna che si stava ancora masturbando con la banana, infilai 2 dita nella crema per la mani e iniziai a penetrarle il culo con le dita, era uno spettacolo da guardare, a 90 gradi con una banana infilata nella figa e 2 dita nel culo, vestita e truccata come una prostituta, al terzo dito nel culo la scrofa ansimava pesantemente così le tolsi le dita, le misi un abbondante quantità di crema nel buco del culo e le appoggiai la cappella del mio cazzo all’entrata dell’ano, le sussurri all’orecchio mentre lei continuava a fare entrare e uscire la banana dalla figa, “adesso puttana ti inculo e ti faccio un clistere di sperma” lei ansimando rispose “grazie padrone, sfonda il culo della tua puttana”, cosa che feci, iniziai a penetrarle il culo, devo dire senza grosse resistenze, e dopo un bel po’ di tempo le riempii le budella di sperma, la vacca nel frattempo era venuta, così mi levai dal suo culo, le intimai di rimanere in quella posizione (era ancora a terra a 4 zampe) e le feci delle foto con il buco del culo ancora ben aperto, mentre era cosi le infilai 3 dita nella figa e la maiala iniziò a contorcersi, le infilai il quarto dito in figa e lei iniziò a supplicare “ti prego padrone, spingiiii”, mi spalmai la mano di crema e aggiunsi il quinto dito, piano piano iniziai a spingere dentro con delicatezza, la cagna spingeva indietro il culo per agevolare la penetrazione, dopo un po’ le nocche della mano entrarono e le infilai la mano dentro la figa fino al polso, la troia emise un forte gemito e iniziò a sgrillettarsi e a supplicare di spingere, entravo e uscivo dalla sua figa con la mano intera fin che la puttana raggiunse un orgasmo devastante che la fece urlare dal piacere, si sfilò la mia mano dalla figa e crollò a terra sfinita, con la figa oscenamente aperta e con un rivolo di sperma che le usciva dal culo, era splendida così e quindi la fotografai nuovamente.
Ci riposammo per un po’ poi la maiala andò in bagno a darsi una pulita ai buchi poco prima abusati, ritornò splendida con le auto reggenti e i sandali rossi, si era risistemata il trucco da prostituta, mi chiese con lo sguardo da maiala “cosa vuoi che faccia adesso padrone?”, le risposi “adesso voglio che indossi il soprabito e andiamo a fare compere” mi guardò stupita, quindi mi alzai e cominciai a massaggiarle il clitoride, ansimava, le ordinai di nuovo “mettiti il soprabito e non farmi perdere altro tempo puttana!”, abbasso lo sguardo e rispose titubante “sì padrone…”, indossò il soprabito e la spinsi fuori dalla porta di casa, “Sali in macchina”, usci dal vialetto e lei tremante mi chiese “dove mi stai portando… padrone?” La guardai e le dissi “adesso andiamo al sexy shop qui in città a comperare quello che ti serve”, abbasso lo sguardo e si massaggio la figa, era eccitata, arrivati alla nostra meta parcheggiai, scesi e andai ad aprirle la porta, “scendi” le ordinai, lei adesso tremava, non so se per la vergogna o per l’eccitazione, entrammo, dietro alla cassa c’era un signore sulla sessantina che quando la vide entrare la guardò da capo a piedi, lei con le sue belle gambe fasciate dalle auto reggenti nere e I sandali rossi ai piedi con il trucco pesante era proprio eccitante e il signore le fece un sorrisone e ci chiese “come posso aiutarvi?”, gli dissi che cercavamo dell’intimo per lei e volevamo dare un’occhiata a qualche oggettino del negozio, lei, attaccata al mio braccio, era rossa dalla vergogna, ma non aprì bocca, teneva lo sguardo abbassato e mi seguì dietro al commesso che ci portò verso gli scaffali con la biancheria intima per signora, sempre sorridente e senza togliere gli occhi dalla maiala chiese “avete in mente qualcosa in particolare?”, gli risposi “sì, vorremmo un reggiseno che lasci scoperti capezzoli, hai qualcosa?”, “ma certamente ” disse lui, tirò fuori un paio di modelli, uno a fascia che praticamente sosteneva le mammelle da sotto e lasciava fuori completamente I capezzoli e un altro sempre in pizzo nero che aveva le spalline e un foro centrale per lasciare fuoriuscire I capezzoli, “bene” gli dissi “hai anche delle scarpe di plastica trasparenti con il tacco? Di quelle che usano le ballerine di lap dance per capirci” (La maiala era sempre più rossa, ma restava in silenzio attaccata al mio braccio), lui “certamente eccole qui”, “molto bene, passamele per favore” me le diede e ci recammo senza di lui nella zona vibratori, “ok puttana, adesso scegli 2 vibratori che siano sufficientemente grandi per i tuoi buchi” lei a sguardo basso si avvio e scelse un vibratore in lattice viola lungo e abbastanza grosso e un altro di plastica rigida rosa con delle nocche pronunciate appena un poco più piccolo, io presi dallo scaffale un set di anal plugs (piccolo, medio e grande) e un dildo anale con delle palline che andavano da piccola a grande, mi rivolsi al commesso e chiesi “è possibile provare biancheria e scarpe?” E lui “certo il camerino è lì, potete provare tutto quello che volete” disse con uno sguardo da vecchio porco, la maiala mi guardò spaventata “vai in camerino e prova scarpe e reggiseni” si avviò senza aprire bocca, tirò la tenda ed entrò, indossò il reggiseno con spalline buchi, le mammelle erano compresse e i capezzoli uscivano oscenamente duri dai fori sul davanti, le ordinai di mettersi le scarpe da lap dancer e un paio di tanga striminziti con un anello metallico che teneva insieme I tre filetti sul dietro del culo, il tanga era così piccolo che si infilava tra le labbra della figa oramai sfondata, era oscena e splendida allo stesso tempo, io avevo la testa infilata tra la tenda e la parete del camerino e la guardavo, mi spostai e lasciai la tenda un po’ aperta così che il commesso potesse vederla in tutto il suo splendore, lui rimase a bocca aperta e la maiala che se ne era accorta rimase immobile senza guardarlo, richiusi la tenda e le dissi di rimettersi il soprabito, andammo alla cassa e porsi al commessi scarpe e intimo, diedi alla porca i vibratori e gli anal plugs e le sussurrai “digli che vuoi anche questi appoggiandoli sul banco” lei rossa come non mai lo fece e il commesso le rispose “ non avevo dubbi” e le fece un gran bel sorriso, pagai e uscimmo dal negozio.
Una volta in auto la maiala mi disse “non mi sono mai vergognata tanto”, io mettendole le mani nella figa le dissi “può darsi ma sei bagnata fradicia, razza di puttana, quanto sei eccitata? Rispondi vacca”, “ti prego padrone, portami a casa ho bisogno di essere scopata” “certamente troia, ma prima infilati il plug medio nel culo” mi guardò esterrefatta e mi chiese “ma come… qui in macchina?” Le dissi “sì qui in macchina, muoviti e non farmi perdere tempo o ti rimando dentro da sola” mi guardò a bocca aperta, ma prese il plug e se lo infilo nel culo usando gli umori vaginali per lubrificarlo, “molto bene” le dissi “adesso andiamo a prendere un vestitino per uscire stasera”, la portai in uno di quei grandi magazzini dove I vestiti costavano poco, una volta dentro scelsi dei vestitini a tubo di diversi colori, delle minigonne a fascia elastiche e delle fascine elastiche da portare sopra le mammelle, la mandai in camerino a provare gli abiti, era splendida con quei tubini addosso, i capezzoli duri si intravvedevano chiaramente sotto il vestito.
Tornammo verso l’auto lei camminava con il culo all’infuori a causa del plug che aveva piantato nell’ano, toccandole il plug le chiesi se fosse eccitata “non ce la faccio più, portami a casa adesso, ti prego padrone”

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